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:: l'attività .. Lignan, 27 settembre 2007

"EN PLEIN" DI ASTEROIDI
PER L'OSSERVATORIO
  1. Lo studio internazionale degli asteroidi
  2. I quattro asteroidi confermati e quello rintracciato
  3. I due asteroidi scoperti
  4. La strategia di ricerca
  5. Non solo ricerca

 

1. Lo studio internazionale degli asteroidi

Osservare gli asteroidi non è affatto semplice. Come i pianeti, gli asteroidi non brillano di luce propria, bensì riflettono quella del Sole. Ma mentre i pianeti hanno diametri dell'ordine della migliaia di chilometri, gli asteroidi osservati in OAVdA a settembre hanno un diametro stimato da qualche centinaio di metri a qualche chilometro. In termini astronomici sono oggetti minuscoli.

Non bisogna credere che per questo motivo gli astronomi gli ignorino. Al contrario, riservano loro una particolare attenzione. «Circa quattro miliardi e mezzo di anni fa la condensazione di una nube di gas e polveri diede origine al Sole e agli altri corpi del Sistema Solare. Gli asteroidi sono il residuo di questo processo», dice Enzo Bertolini , fisico e ingegnere, da un anno e mezzo direttore dell'osservatorio valdostano. «Il loro studio approfondito è perciò indispensabile per comprendere l'origine dei pianeti, Terra compresa».

Esiste un centro di ricerca cui gli astronomi di tutto il mondo fanno riferimento per la gestione e la pubblicazione dei dati sulle osservazioni di comete e asteroidi, rispetto ai pianeti e ai loro satelliti considerati “corpi minori” del Sistema Solare. Si tratta del Minor Planet Center, che dipende dal prestigioso Harvard-Smithsonian Center for Astrophysi cs con sede a Cambridge, Massachusetts, negli Stati Uniti.

Nel 2006 il Minor Planet Center ha assegnato all'OAVdA il codice B04, a riconoscimento dell'attendibilità scientifica dell'attività condotta in questo campo dai fisici dell'istituto valdostano.

Oltre il 98% degli asteroidi è concentrato nella cosiddetta fascia principale, una regione dello spazio compresa tra l'orbita di Marte e quella di Giove. Un corpo celeste di questo genere è detto di tipo MBA, dall'inglese Main Belt Asteroid (asteroide di fascia principale). Un MBA si muove a una distanza dal Sole che può essere da due a quattro volte quella che separa la Terra dalla nostra stella.

Alcuni asteroidi hanno invece orbite molto più prossime, che possono anche incrociare quella del nostro pianeta. Un oggetto di questo tipo è detto NEA, dall'inglese Near Earth Asteroid (asteroide che passa vicino alla Terra). Si comprende immediatamente come sia importante tenere sotto controllo un NEA. La probabilità di un impatto come quello immaginato nei film di fantascienza è molto bassa, ma è proprio studiando l'orbita di un NEA che può essere calcolata.

Le quattro conferme date dall'OAVdA sono relative a NEA, mentre le due scoperte riguardano MBA.

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