CONFERENZE DELL’OSSERVATORIO ASTRONOMICO

 

Secondaria di 2° grado tutte le classi

 

Alla scoperta del Sistema Solare

Se la Terra è la nostra casa nella Via Lattea, allora il Sistema Solare è un po’ il nostro… condominio nello spazio. È importante conoscere i propri vicini! La conferenza offre una visione d’insieme del Sistema Solare, dai fatti generali alle ultime scoperte riguardo agli otto pianeti e ai loro principali satelliti, ai pianeti nani (controversa categoria introdotta dall’International Astronomical Union nel 2006), infine ai cosiddetti corpi minori, asteroidi e comete. La conferenza garantisce che gli studenti abbiano una panoramica del Sistema Solare; ogni relatore darà poi all’intervento un taglio legato alle proprie competenze e attività di ricerca.

Acqua e vita nell’universo: la zona di abitabilità

La Terra è l’unico pianeta che ospiti con certezza forme di vita. Nell’universo esistono altri mondi simili alla Terra? Se sì, siamo in grado di osservarli e studiarli? La conferenza analizza la relazione esistente tra la vita come noi la conosciamo e la presenza di acqua per introdurre uno dei concetti più importanti e allo stesso tempo più sfuggenti della scienza di oggi: la ‘zona di abitabilità’. Infatti le idee e le ipotesi sulle proprietà che un ambiente planetario deve necessariamente avere per sostenere la vita sono in continua evoluzione. In particolare, molte novità provengono da recenti scoperte compiute su un mondo che, per certi versi, ci è tuttora ignoto: il nostro.

La vita delle stelle

Ci sono stelle simili al Sole, ma anche molto diverse: piccole e gigantesche, calde e fredde, brillanti e fioche. Seppure in tempi lunghissimi, le stelle evolvono, cambiano luminosità, colore e dimensioni, poi quando muoiono generano oggetti stranissimi, come nane bianche, stelle di neutroni o i famosi buchi neri. Come nasce una stella, come può raggiungere un equilibrio producendo e emettendo energia, che cosa avviene alla fine della sua vita? La conferenza espone le basi dell’evoluzione stellare, fino a mostrare che il Sole e tutti gli oggetti del Sistema Solare sono nati dalle ceneri di una precedente generazione di stelle: noi stessi siano fatti prevalentemente di materia stellare.

Estremofili: alla scoperta dei tardigradi

Sulla Terra esistono forme di vita incredibili, che possono sopportare e addirittura proliferare in condizioni ambientali che sarebbero estreme per l’essere umano, per esempio in termini di temperatura e pressione. Per questo sono dette “estremofili”. Tra tutti, il supereroe degli estremofili è certamente il tardigrado. Durante la conferenza vedremo dove vive, come è fatto, quali sono le sue sorprendenti capacità di adattamento, come trovarlo e osservarlo dal vivo. Potrebbe vivere su un altro pianeta? Ragionando insieme sulla varietà di condizioni ambientali che troviamo nel Sistema Solare, oggi note agli studiosi grazie a decenni di esplorazione spaziale, proveremo a trovare una risposta a questa domanda. I filmati e le immagini presentate sono ottenute nel nuovo Laboratorio di astrobiologia dell’OAVdA, realizzato nell’ambito del Progetto “EXO/ECO”.

 

Secondaria di 2° grado classi 3-4-5

 

Origine ed evoluzione dell’universo

La conferenza illustra il percorso che ha portato a concepire l’universo non più come statico, eterno ed immutabile, bensì come dinamico e in continua evoluzione nel tempo. Il processo è culminato con la formulazione della teoria del Big Bang, il migliore quadro concettuale oggi a disposizione per descrivere la storia del cosmo. Gli studiosi cercano di spiegare nello stesso contesto anche scoperte sconcertanti come la materia oscura e l’ancora più esotica energia oscura. In questo campo, l’OAVdA collabora con vari progetti di ricerca internazionali, tra cui la missione Euclid dell’agenzia spaziale europea ESA. Gli studi di cosmologia a Saint-Barthélemy sono svolti anche con il sostegno della Fondazione CRT-Cassa di Risparmio di Torino.

 

Secondaria di 2° grado classe 5

 

Singolarità spaziotemporali: uno sguardo al di là dell’orizzonte degli eventi

I buchi neri incuriosiscono anche chi non è esperto di fisica. La conferenza illustra le loro caratteristiche principali, da quelli originati dalla morte di una stella fino ai buchi neri supermassicci ospitati nei nuclei galattici, al cui studio contribuisce anche l’OAVdA nell’ambito di collaborazioni internazionali come la rete di telescopi WEBT. Utilizzando le definizioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein, analizzeremo le dinamiche dello spazio-tempo in prossimità della superficie dei buchi neri – o meglio delle singolarità spaziotemporali, com’è più corretto chiamarli.