Il cielo di maggio

 

L’immagine mostra il buco nero e i suoi dintorni nel cuore della galassia M87 nell’ammasso di galassie della Vergine, con una massa di 6.5 miliardi di masse solari, a 55 milioni di anni luce dalla Terra (credit: Event Horizon Telescope collaboration)

Ricordiamo che su prenotazione sarà possibile partecipare al sabato alle attività guidate per il pubblico: la visita diurna, alle ore 15 e l’osservazione notturna, alle 21:30.

Agli appassionati di “stelle cadenti” ricordiamo che attorno al 5-6 maggio si verifica il massimo delle Eta Aquaridi, uno sciame meteorico che può mostrare alcuni oggetti interessanti, che appaiono provenire dalla posizione in cui si trova la stella Eta dell’Acquario.

All’inizio della nostra serata osservativa verso sud possiamo ammirare la fisionomia del Leone, con la brillante stella Regolo, dall’inconfondibile colore azzurro, tipico di una stella con una temperatura superficiale di più di 10.000 gradi. Si trova a circa 79 anni luce da noi.

La Vergine è una costellazione zodiacale, ossia fa da sfondo ai movimenti del Sole, della Luna e dei pianeti. L’appellativo spicifera dato alla Vergine significa “la portatrice di spiga”. 

La maggior parte delle culture antiche hanno voluto raffigurare nelle sue stelle una figura femminile legata all’agricoltura e alla fertilità, tra cui Demetra o, nella civiltà latina, in Proserpina, la figlia di Cerere (la Demetra latina).

Non a caso la sua stella più luminosa, che brilla al suo centro, si chiama Spica, in latino “la spiga”. Dal punto di vista astrofisico Spica è in realtà un sistema binario stretto di due stelle che orbitano una attorno all’altra con un periodo di poco superiore ai quattro giorni, alla distanza da noi di 260 anni luce. Si fa notare con il suo intenso colore azzurro in prima serata verso sud est.

Per quanto riguarda gli oggetti del cielo profondo sarà protagonista delle osservazioni notturne M87, una galassia ellittica che ospita al suo interno un buco nero super massiccio di cui recentemente è stata prodotta un’immagine dai ricercatori del progetto EHT (Event Horizon Telescope).

Con i telescopi dell’Osservatorio Astronomico potremo vedere M87 come un oggetto di aspetto nebuloso, e naturalmente il buco nero non sarà visibile! Sarà comunque emozionante pensare che si tratta di una galassia due volte più massiccia della nostra, al centro dell’ammasso di galassie della Vergine e che, data la distanza in anni luce, ci appare com’era quasi 60 milioni di anni fa.

A cura di Paolo Recaldini