L’ammasso aperto M11 nella costellazione dello Scudo. Credit: European Southern Observatory (ESO)

Ricordiamo che su prenotazione sarà possibile partecipare, dal martedì alla domenica compresi, alle attività guidate per il pubblico: la visita diurna, alle ore 15 (durata: 1 ora) e l’osservazione del cielo notturno, a occhio nudo e con i telescopi della Terrazza Didattica, alle 21:30 (durata: due ore).

Il ritorno delle Perseidi. Ricordiamo che da sabato 10 a martedì 13 agosto presso l’Osservatorio Astronomico si svolgerà Etoiles et musique 2019: quattro notti dedicate alle ‘stelle cadenti’ di San Lorenzo tra scienza e tradizione. Su prenotazione potrete venire a vedere a Lignan (Nus, AO) le bellissime meteore che solcano il cielo: sono granelli di polvere lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle lungo la sua orbita che entrano nell’atmosfera terrestre a gran velocità creando una spettacolare scia di ionizzazione. Si chiamano Perseidi in quanto il radiante (zona nel cielo da cui appaiono giungere) si trova nella costellazione di Perseo, appena sotto Cassiopea.

Nonostante la Luna possa disturbare con il suo chiarore, in quelle notti si potranno vedere diverse decine di ‘stelle cadenti’, dunque, anche se non è scientifico… premunitevi di una bella lista di desideri! 

Giove e Saturno. Essendo tuttora in ottime condizioni di visibilità, i due pianeti più apprezzati continuano a dare spettacolo. Troveremo il primo nella costellazione dell’Ofiuco, e al telescopio potremo scorgere le bande della sua atmosfera e i satelliti maggiori Io, Europa, Ganimede e Callisto, mentre Saturno, i cui vistosi anelli sono ben visibili nei nostri telescopi utilizzabili dal pubblico, appare verso sud est come un punto luminoso nella costellazione del Sagittario.

La Via Lattea. Questo è il mese in cui la Via Lattea estiva si presenta al meglio del suo splendore. Attorno alle 22:30, infatti, si vedrà come un arco composto da “chiaroscuri” che ci sovrasta, dall’orizzonte sud allo zenit. Era definita dai Greci Il Fiume Celeste, analogamente a quanto già si tramandava secoli prima nella cultura araba, mentre i Cinesi la chiamavano Il Fiume d’Argento. Nell’India del sud era ritenuto il letto “cosmico” del fiume Gange.

Dal punto di vista astrofisico la Via Lattea è la proiezione sulla volta celeste della parte più densa di stelle, gas e polveri della nostra Galassia. Le aree più luminose di questo grande arco celeste sono costituite da grandi nubi stellari, mentre le chiazze nere corrispondono a nebulose oscure formate da polveri interstellari.

Nella zona centrale di questa meravigliosa girandola celeste, nella quale come Sole e Sistema solare abitiamo, esiste un rigonfiamento luminoso (il bulge) a circa 32.000 anni luce da noi in direzione della costellazione del Sagittario. Si ipotizza che Sgr A*, un’intensa e misteriosa sorgente radio al centro della Galassia , sia un buco nero super massiccio, circondato da abbondante materia (gas e polvere) che si sovrappone lungo la nostra linea di vista.

L’ammasso dell’anatra selvatica. Spostandoci dal Sagittario un poco più a nord approdiamo (per quanto detto prima utilizziamo questa simpatica metafora fluviale!) allo Scudo, una piccola e debole costellazione che custodisce uno degli ammassi stellari più belli: M11, composto da circa 3000 stelle raccolte in un diametro di 95 anni luce, alla distanza di circa 6000 anni luce. Scoperto da Gottfried Kirch nel 1681, fu aggiunto quasi un secolo più tardi di Charles Messier nel suo famoso catalogo. Gli americani soprannominano questo oggetto The Wild Duck Cluster, perché alcune stelle brillanti disposte a triangolo ricordano la forma di uno stormo di anatre in volo.