*Astrofoto del mese – Febbraio 2026*
IL SOLE, LA NOSTRA STELLA
Un’esplorazione dei fenomeni solari e del ciclo di attività che anima la nostra stella
Ripresa di Andrea Vanoni, elaborazione con Andrea Pistocchini

Ben ritrovati alla seconda puntata di “Astrofoto del mese”, un progetto di divulgazione della Fondazione Clément Fillietroz realizzato con il contributo della Fondazione CRT, in collaborazione con il quotidiano online AostaSera.it.
Riprendiamo il nostro viaggio tra le meraviglie del cosmo, spingendoci sempre più lontano fino al Sole, la nostra stella, che si trova a circa 150 milioni di chilometri da noi. Questa distanza varia nel corso dell’anno perché la Terra si muove attorno al Sole seguendo un’orbita ellittica. Il perielio, ovvero il punto di massima vicinanza, è stato raggiunto il 3 gennaio: un fatto controintuitivo per noi abitanti dell’emisfero nord della Terra, dove in questo periodo è inverno e fa freddo! Le stagioni, infatti, sono principalmente determinate dall’inclinazione dell’asse terrestre e non dalla distanza del nostro pianeta dal Sole.
Nell’immagine ripresa a Saint-Barthélemy dall’astrofotografo Andrea Vanoni, uno dei più bravi astrofotografi italiani per gli oggetti del Sistema solare, ed elaborata con il collega Andrea Pistocchini, possiamo ammirare in tutto il suo splendore l’attività solare. Con questo termine si intende l’insieme delle manifestazioni legate alla continua “irrequietezza” della nostra stella. Il motore comune di tutti questi fenomeni è il campo magnetico del Sole, che influenza ciò che avviene nei suoi strati esterni, come la fotosfera, da cui parte la luce che illumina le nostre giornate, e la cromosfera. Distinguiamo bene le macchie solari, regioni in cui il campo magnetico ostacola la risalita di materiale caldo: si tratta quindi di zone con una temperatura inferiore al resto della fotosfera e, per questa ragione, meno brillanti, al punto da apparire scure per contrasto. Le facole, al contrario, sono regioni più luminose, quindi ci appaiono più chiare. Infine ci sono le protuberanze, enormi getti di gas incandescente che, guidati dal campo magnetico, si innalzano nello spazio per migliaia di chilometri: ne notiamo un bel gruppo sul lato sinistro dell’immagine, dalla tipica forma a… broccolo!
L’attività solare segue un ciclo di circa 11 anni, durante il quale l’intensità dei fenomeni magnetici varia più o meno regolarmente e il Sole inverte la sua polarità. In quest’ultimo periodo l’attività solare è stata assai intensa, come non capitava da circa trent’anni: quando le particelle energetiche emesse dal Sole raggiungono la Terra, possono verificarsi aurore polari (boreali e australi) e tempeste geomagnetiche.
Una curiosità: Galileo Galilei studiò le macchie solari e, non conoscendone la natura, ipotizzò che si trattasse di nuvole sul Sole che ne oscuravano la superficie. Osservandone il movimento sul disco solare, intuì correttamente che il Sole ruota su sé stesso (oggi sappiamo che impiega circa un mese a compiere una rotazione completa).
Quando osservare
Il Sole lo vediamo ogni giorno, ma ricordiamo che non bisogna mai osservare il nostro astro senza le opportune protezioni: anche pochi secondi di esposizione diretta possono danneggiare irreversibilmente la vista! Potete però venire a trovarci al Planetario di Lignan per lo spettacolo “Il Sole, la nostra stella”, alle ore 16.00 del sabato pomeriggio, prenotabile online. Vedremo insieme il Sole in versione digitale e scopriremo tante altre curiosità sulla nostra stella e sui fenomeni che la caratterizzano..
Clicca qui per scaricare la cartolina dell’Astrofoto del mese (pdf)
Se volete sottoporci le vostre fotografie astronomiche riprese dalla Valle d’Aosta, inviatele via posta elettronica all’account comunicazione@oavda.it e potreste comparire in una prossima puntata della nostra rubrica!
A cura di Nicole Sacco, Martina Giagio, Andrea Bernagozzi
Nus, 5 febbraio 2026 – articolo aggiornato al 30 marz
