*Astrofoto del mese – Settembre 2026*
IL DOPPIO AMMASSO DI PERSEO
La celebre “impugnatura della spada” visibile nel cielo autunnale
Ripresa di Alessandro Cipolat Bares

Ben ritrovati alla nuova puntata di “Astrofoto del mese”, un progetto di divulgazione della Fondazione Clément Fillietroz realizzato con il contributo della Fondazione CRT, in collaborazione con il quotidiano online AostaSera.it.
Nel mese di maggio abbiamo conosciuto le Pleiadi, un ammasso aperto di stelle, cioè un gruppo di giovani stelle nate nella stessa regione di spazio e accomunate da un’età simile.
Questo mese incontriamo un altro celebre ammasso stellare, anzi due: il doppio ammasso di Perseo. I due ammassi, catalogati come NGC 869 e NGC 884, distano da noi rispettivamente circa 6.800 e 7.600 anni luce. Questo significa che, nonostante nel cielo ci appaiano molto vicini, in realtà sono separati nello spazio da diverse centinaia di anni luce. Li vediamo uno accanto all’altro semplicemente per un effetto prospettico: si trovano, infatti, quasi nella stessa direzione visti da Terra.
Ciascun ammasso ha un diametro di circa 70 anni luce e contiene centinaia di stelle. Come si può notare chiaramente nella splendida foto di Alessandro Cipolat Bares, all’interno dei due gruppi sono presenti alcune componenti particolarmente luminose, di colore arancione o rosso, che spiccano rispetto alle numerose stelle azzurre che le circondano. Si tratta di oggetti evoluti, ormai giunti alle fasi finali della loro esistenza, simili ad Arturo, la gigante arancione che abbiamo conosciuto nel mese di aprile.
Questo potrebbe sorprendere: com’è possibile trovare stelle “anziane” in un ammasso aperto, che per sua natura è una struttura giovane? Il motivo è che non tutte le stelle vivono lo stesso tempo. Quelle massicce consumano più velocemente l’idrogeno delle loro regioni centrali ed evolvono quindi in pochi milioni di anni, mentre stelle meno massicce possono vivere per miliardi di anni. Nel doppio ammasso di Perseo le giganti arancioni o rosse sono proprio le componenti più massicce, che hanno già concluso gran parte della loro evoluzione. La presenza e il numero di queste stelle evolute forniscono agli astronomi informazioni preziose per dedurre l’età dell’ammasso.
Il doppio ammasso è visibile anche a occhio nudo, come una tenue macchia luminosa, nelle notti serene e senza Luna, in un cielo buio come quello dello Starlight Stellar Park a Saint-Barthélemy. Il primo a segnalarne la presenza fu probabilmente Ipparco di Nicea, astronomo e matematico greco vissuto nel II secolo a.C. A differenza delle Pleiadi, nel doppio ammasso non si distinguono chiaramente le singole stelle a occhio nudo, ma per vederle è necessario dotarsi di un binocolo o di un piccolo telescopio.
Come ci suggerisce il nome, questi due gruppi di stelle si trovano nella costellazione di Perseo. Claudio Tolomeo, astronomo greco del II secolo d.C., descrisse nella sua opera astronomica, che sarebbe stata chiamata dai posteri l’Almagesto, una massa nebulosa che rappresentava la mano destra dell’eroe Perseo nell’atto di impugnare la spada. Si tratta proprio del doppio ammasso, che infatti nel mondo anglosassone è noto anche come “The Sword Handle”, cioè “l’impugnatura della spada”.
Quando osservare
Il doppio ammasso di Perseo è uno degli oggetti più affascinanti del cielo autunnale. Questo mese si potrà notare già dalle prime ore della notte, basso sull’orizzonte est, e nei prossimi mesi lo vedremo alzarsi sempre di più in cielo.
Se volete osservare al telescopio questo e altri oggetti tipici del cielo autunnale, potete partecipare alle visite guidate notturne all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta organizzate in occasione del 34° Star Party a Saint-Barthélemy, in programma dall’11 al 13 settembre, e poi ogni sabato sera a partire dal 3 ottobre!
Clicca qui per scaricare la cartolina dell’Astrofoto del mese (pdf)
Se volete sottoporci le vostre fotografie astronomiche riprese dalla Valle d’Aosta, inviatele via posta elettronica all’account comunicazione@oavda.it e potreste comparire in una prossima puntata della nostra rubrica!
A cura di Nicole Sacco, Martina Giagio, Andrea Bernagozzi
Nus, 2 settembre 2026
