*ASTROFOTO DEL MESE – NOVEMBRE 2026*
LA GALASSIA DI ANDROMEDA
La prima tra le altre “città di stelle” dell’universo
RIPRESA DI ALESSANDRO CIPOLAT BARES

Ben ritrovati alla nuova puntata di “Astrofoto del mese”, un progetto di divulgazione della Fondazione Clément Fillietroz realizzato con il contributo della Fondazione CRT, in collaborazione con AostaSera.it.
Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie del cosmo, questa volta spingendoci fuori dalla Via Lattea. Questo mese infatti, grazie alla bellissima foto di Alessandro Cipolat Bares, ammiriamo la galassia di Andromeda, nota anche come M31, e considerata tra gli oggetti più lontani visibili a occhio nudo: si trova infatti a una distanza di circa 2,5 milioni di anni luce.
Con un diametro stimato di circa 220.000 anni luce, la galassia di Andromeda è una gigantesca città stellare che contiene circa mille miliardi di stelle (in confronto alle 400 miliardi della Via Lattea), oltre a gas interstellare, polveri, numerosi ammassi e nebulose, tutti oggetti che abbiamo già incontrato nelle precedenti edizioni di questa rubrica e che popolano anche la nostra galassia.
La sua struttura è simile a quella della Via Lattea: comprende un rigonfiamento centrale (indicato anche come “bulge”, in inglese) molto luminoso, caratterizzato da stelle generalmente più anziane, un disco galattico attraversato da bracci a spirale e un alone esteso, popolato da stelle e ammassi globulari. Le caratteristiche zone scure, visibili nella foto, sono dovute invece alla presenza di polveri interstellari opache, che assorbono la luce delle stelle retrostanti.
Prima dell’avvento dei grandi telescopi e delle moderne tecniche di misurazione delle distanze cosmiche, la vera natura di M31 rimase a lungo un mistero. Visibile come una tenue macchia cerulea immersa nel buio del cielo, veniva classificata come una nebulosa, un termine che indicava genericamente gli oggetti celesti dall’aspetto diffuso, senza distinguerne necessariamente la composizione o la distanza.
Già nel XVIII secolo, il filosofo tedesco Immanuel Kant aveva ipotizzato che alcune nebulose potessero essere sistemi stellari indipendenti, i cosiddetti universi-isola, simili alla Via Lattea ma situati a distanze enormi. In quel momento però, erano solo delle ipotesi. La svolta arrivò nel 1923, grazie al lavoro dell’astronomo statunitense Edwin Hubble che, riuscendo a distinguere alcune stelle variabili Cefeidi all’interno della nebulosa, riuscì a stimarne la distanza, ottenendo un numero enormemente superiore al diametro della Via Lattea. Nel 1924 rese noti i risultati: Andromeda era, a tutti gli effetti, un’altra galassia. Anche se la stima iniziale di Hubble, circa 1 milione di anni luce, era inferiore al valore oggi accettato, fu sufficiente a cambiare radicalmente la prospettiva astronomica e M31 fu solo la prima di tantissime altre “città di stelle” scoperte nell’universo.
La galassia di Andromeda fa parte del cosiddetto “Gruppo Locale”, l’insieme di galassie legate gravitazionalmente a cui appartiene anche la Via Lattea, ma il suo destino potrebbe coincidere con il nostro. Proprio in virtù della reciproca attrazione gravitazionale, le due galassie potrebbero arrivare a inghiottirsi a vicenda. Se questo immenso incontro cosmico accadrà (stime recenti suggeriscono che c’è una probabilità del 50%, come testa o croce con la moneta), si realizzerà tra circa 4 miliardi di anni, forse anche di più… nessuna paura quindi!
Quando osservare
La galassia di Andromeda in questo periodo è ben visibile, prospetticamente all’interno della costellazione boreale di Andromeda, a patto però di godere di un cielo buio, senza Luna e libero da luci artificiali. Il nostro Osservatorio Astronomico è il luogo ideale per l’osservazione: vi aspettiamo tutti i sabati di novembre per le visite guidate notturne, dalle ore 21.30 alle 23.00, e per l’evento speciale Black Hole Friday, in programma venerdì 27 novembre 2026, dalle ore 21.00 alle 23.00.
Clicca qui per scaricare la cartolina dell’Astrofoto del mese (pdf)
Se volete sottoporci le vostre fotografie astronomiche riprese dalla Valle d’Aosta, inviatele via posta elettronica all’account comunicazione@oavda.it e potreste comparire in una prossima puntata della nostra rubrica!
A cura di Nicole Sacco, Martina Giagio, Andrea Bernagozzi
Nus, 2 novembre 2026
