Nell’immagine le Pleiadi, protagoniste di questa stagione, con l’indicazione dei loro nomi secondo la tradizione greca. Credit: Wikipedia, l’enciclopedia libera

A seguito dei recenti provvedimenti governativi, le visite guidate in Osservatorio Astronomico e gli spettacoli in Planetario sono sospesi fino a data da destinarsi.

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Il solstizio d’inverno. Il 21 dicembre è il giorno più corto del 2020; l’istante del solstizio cade alle ore 11.02. Il Sole appare sorgere in un punto dell’orizzonte che è quello più verso sud possibile in tutto l’anno (da uno stesso luogo di osservazione) e tramonta poche ore dopo aver descritto l’arco più corto. Dal giorno successivo le giornate cominciano ad allungarsi, ma, per alcuni giorni, a occhio nudo il Sole sembra sorgere sempre nella stessa direzione dell’orizzonte e la progressiva diminuzione della sua altezza, verificabile all’istante della culminazione (quando si trova a sud) sembra quasi arrestarsi.

Da qui l’etimologia della parola solstizio, che deriva dall’espressione latina sol stat = “il Sole è fermo”. Prima di percepire l’allungamento delle giornate, com’è noto, occorrerà attendere almeno tre settimane, per contro gli appassionati del cielo notturno potranno avvantaggiarsi della lunga durata della notte astronomica: il giorno 21 dalla fine del crepuscolo serale all’inizio di quello mattutino passano ben 11 ore e mezza.

Le fasi della Luna. Ultimo quarto l’8 dicembre, Luna nuova il 14, Primo quarto il 22 e Luna Piena il 30.

Venere, la “stella del mattino”. Sorgendo prima dell’alba (verso le 5.40 il 1° dicembre e attorno alle 6:50 a fine mese), è ben osservabile verso est come un puntino luminosissimo. Dalla costellazione della Vergine passa dal 18 dicembre in quella dello Scorpione per poi sconfinare nell’Ofiuco dove rimane fino alla fine dell’anno.

Marte continua a farsi vedere. Sebbene la sua luminosità stia calando, il “Pianeta Rosso” sarà ancora un oggetto cospicuo nel cielo serale, osservabile nella costellazione dei Pesci. Segnaliamo che il 23 la Luna sarà in congiunzione con Marte passando attorno alle 20:00 a circa 6 gradi a sud del pianeta.

Ecco come potrebbe apparire, nel campo di un piccolo binocolo, la coppia Giove-Saturno una mezz’ora dopo il minimo avvicinamento, con il cielo buio. Immagine generata con il software liberamente scaricabile Stellarium ( https://stellarium.org/it/ )

Giove e Saturno danno spettacolo al tramonto: il 21 si verifica la Grande Congiunzione. Segnaliamo che il 21 di questo mese i due giganti gassosi saranno in congiunzione, raggiungendo la minima distanza angolare (apparente) attorno alle 17.30. Saranno visibili già al crepuscolo verso sudovest. Sarà sufficiente un binocolo per osservare Giove e Saturno che mostreranno rispettivamente i propri satelliti e gli anelli: uno spettacolo semplicemente straordinario (vedi immagine qui sopra generata con il software Stellarium (https://stellarium.org/it ). Dalla relativa rarità del fenomeno, che avviene ogni vent’anni circa a causa della combinazione dei periodi orbitali di Giove e Saturno (rispettivamente di 12 e 29,5 anni) si comprende perché si parli di Grande Congiunzione.

Geminidi: le sorprendenti (ma poco conosciute) meteore. Segnaliamo che nelle prime ore del 14 dicembre (attorno alle 2.00 dei nostri orologi) avviene il consueto massimo delle Geminidi, uno sciame periodico. Penetrando nell’atmosfera terrestre a velocità prossime ai 70 km/s, sono tra le meteore più veloci. Come sempre, il nome deriva dalla costellazione che ospita il punto di origine prospettica delle stelle cadenti, il “radiante”, che in questo caso si trova nei Gemelli. Questo sciame meteorico, prodotto da detriti lasciati dall’asteroide 3200 Phaethon, è in grado di produrre fino a 120 meteore all’ora. Quest’anno la Luna non disturberà con il suo chiarore permettendoci di osservarne molte.

E dunque… bevanda calda, piumino e la lista dei desideri per osservare le Geminidi dal balcone di casa!

Fuggire verso la libertà a cavallo dell’Ariete. Nel mito greco questa costellazione rappresenta l’animale che Frisso, l’eroe figlio di Atamante, utilizza con sua sorella Elle per rifugiarsi nella Colchide nel tentativo di sfuggire dalle ire della matrigna Ino. Purtroppo nella fuga Elle cade nel mare: da allora questo braccio di mare nei pressi dello stretto di Dardanelli ha preso il nome di Ellesponto. L’Ariete rappresenta anche l’animale a cui appartiene il famoso Vello d’Oro, di cui Giasone e i suoi andranno alla ricerca nella famosa spedizione a bordo della nave Argo (un tempo un’estesa costellazione che è ora composta dalla Poppa, Vele e a Carena).

La stella Beta Arietis, Sheratan, è una celebre binaria spettroscopica, una stella doppia in cui le due componenti ruotano reciprocamente una attorno all’altra a distanza assai ravvicinata. La più luminosa, una stella bianca a 9˙000 gradi, interagendo con la sua debole compagna genera complessi fenomeni di interazione i cui modelli interpretativi sono alquanto sofisticati. La coppia costituisce quindi un vero e proprio laboratorio di astrofisica teorica e pratica!

Il Toro e Orione. Poco più a est dell’Ariete possiamo scorgere, nella costellazione del Toro, l’inconfondibile ammasso aperto delle Pleiadi, un gruppo di stelle nate tutte insieme che si trovano a circa 400 anni luce da noi.

A fine serata la costellazione di Orione sorge in tutta la sua magnificenza, con l’inconfondibile cintura formata dalle tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka. Ma ne riparleremo a gennaio 2021.

A proposito: da parte di tutto lo Staff della Fondazione C. Fillietroz-ONLUS i migliori auguri di Buone Feste e di un ottimo 2021!

A cura di Paolo Recaldini