le Pleiadi, protagoniste di questa stagione, con l’indicazione dei loro nomi secondo la tradizione greca. Credit: Wikipedia, l’enciclopedia libera

Ricordiamo che su prenotazione sarà possibile partecipare al sabato alle attività per il pubblico: la visita guidata diurna, alle ore 15 (durata: 1 ora) e la visita guidata notturna, a occhio nudo e con i telescopi della Terrazza Didattica, alle 21:30 (durata: un’ora e mezza). In caso di maltempo alla sera è prevista una speciale visita sostitutiva sempre a partire dalle 21:30

Venere al tramonto.  Per completezza di informazione, anche se il pianeta Venere non sarà visibile nella fascia oraria delle nostre visite guidate, segnaliamo che già all’inizio del mese, quest’ultimo ritornerà a essere visibile, luminosissimo, al tramonto, verso l’orizzonte ovest.

Geminidi: le sorprendenti (ma ancora poco conosciute) meteore. Segnaliamo che il 12 avremo il consueto massimo delle Geminidi, che, cadendo a velocità prossime ai 70 km/s, sono tra le meteore più veloci. Come sempre, il nome deriva dalla costellazione che ospita il punto di origine prospettica, chiamato radiante: i Gemelli. Questo sciame meteorico, prodotto da detriti lasciati dall’asteroide 3200 Phaethon, è in grado di produrre fino a 120 meteore all’ora, ma quest’anno la Luna Piena ridurrà drasticamente con la sua luce diffusa il numero di stelle cadenti osservabili.

Fuggire verso la libertà a cavallo dell’Ariete. Nel mito greco la costellazione rappresenta l’animale che Frisso l’eroe figlio di Atamante, utilizzò con sua sorella Elle per rifugiarsi nella Colchide nel tentativo di sfuggire dalle ire di Ino, la loro matrigna. Purtroppo Elle cadde nel mare, e da allora questo braccio di mare, nei pressi dello stretto di Dardanelli, prese il nome di Ellesponto. Per inciso, l’Ariete è l’animale a cui appartiene il famoso Vello d’Oro che Giasone e altri cercheranno nella famosa spedizione.

La sua stella Beta, Sheratan, è una celebre binaria spettroscopica: una stella doppia in cui le due componenti ruotano reciprocamente una attorno all’altra. In questo caso la stella più luminosa, una bianca a 9000°, ruota attorno a una compagna molto debole con la quale ha complessi fenomeni di interazione, che per essere interpretati necessitano di modelli estremamente sofisticati: un bellissimo laboratorio di astrofisica teorica e pratica!

Il Toro e Orione. Poco più a est vediamo anche l’inconfondibile gruppetto di stelle delle Pleiadi, un ammasso aperto di stelle alla distanza di circa 400 anni luce.

A fine serata il grande quadrato di Pegaso sta già volgendo verso ovest, mentre a sud est la costellazione di Orione sorge in tutta la sua magnificenza, con l’inconfondibile cintura formata dalle tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka. Ne riparliamo la prossima volta.