Vista all’infrarosso della nebulosa di Orione, che permette un’osservazione più profonda delle nubi di polvere che nascondono la nascita delle giovani stelle (da Wikipedia)

Ricordiamo che il nostro Osservatorio astronomico sarà aperto alle visite , oltre che nella consueta giornata del sabato. anche durante le aperture speciali  da mercoledì 2 a venerdì 4 gennaio 2019, con la visita diurna, con inizio alle 15, e alle 21:30 con l’osservazione guidata notturna. Saremo chiusi il giorno dell’Epifania.

In questo mese, all’inizio della serata osservativa, si può scorgere Marte a pochi gradi di altezza verso sud-ovest, distante dalla Terra più di 200 milioni di Km, mentre Urano è osservabile con il suo caratteristico color verde acqua dovuto alla presenza di metano nella sua atmosfera. Entrambi i pianeti si trovano all’interno dei confini dei Pesci.

A gennaio ammiriamo una costellazione collegata nel mito greco al Toro, da cui si difende con il suo scudo: Orione, il cacciatore. Questa è una costellazione che i neofiti imparano a riconoscere molto velocemente, grazie alla caratteristica configurazione delle tre stelle della sua cintura Alnitak, Alnilam e Mintaka. Nella spada di questo gigante (un grappolo di stelle che pendono dalla cintura) notiamo anche a occhio nudo la Grande Nebulosa M42, che ai telescopi dell’Osservatorio Astronomico regala una splendida visione.  Si trova a circa 1300 anni luce da noi.

A sud la stella più luminosa dell’intera sfera celeste, Sirio, brilla incessantemente: da qui il suo nome, che in greco significa “la sfavillante”. Con una temperatura superficiale di circa 10000 gradi, appare di un bel colore bianco celeste, che mostra di quando in quando bagliori colorati dovuti alla rifrazione della sua luce da parte dell’atmosfera terrestre.

Mi ricordo che alcuni anni fa, chiedendo a degli alunni di quarta primaria (età dieci anni circa), in visita all’Osservatorio “di che colore è Sirio?” ho ottenuto la risposta “è color arcobaleno!

A cura di  Paolo Recaldini