Foto: l’Ammasso M44 del “Presepe”. Immagine di Giuseppe Donatiello via Wikimedia Commons. Cliccca sull’immagine per saperne di più.

A metà del mese la Luna sarà in fase ottimale per l’osservazione al telescopio.

Sabato 16 marzo all’Osservatorio si terrà l’evento OSSERVIAMO LA LUNA – 1969-2019: verso il 50° anniversario di Apollo 11, il primo di una serie di appuntamenti in occasione del cinquantenario dello sbarco dell’uomo sul nostro satellite naturale, avvenuto per la prima volta il 21 luglio 1969.

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All’inizio della serata osservativa, in queste sere di fine inverno – inizio primavera (l’equinozio sarà il 20, alle 22:58 ora italiana), possiamo ancora ammirare verso sud ovest le costellazione più appariscenti tra le quali Orione, con due stelle situate in posizione opposta: in alto Betelgeuse, che nella visione tradizionale rappresenta la spalla destra (anche se l’espressione araba originale potrebbe riferirsi all’ascella), e in basso Rigel (il ginocchio o, sempre etimologicamente, la gamba sinistra). Dal punto di vista astrofisico sono rispettivamente una supergigante rossa e una supergigante blu situate rispettivamente a 640 e a 860 anni luce da noi. La prima è una stella in fase finale di evoluzione (esploderà come supernova); la seconda è una giovane stella che tra alcuni milioni di anni potrebbe seguire lo stesso destino di Betelgeuse. Ricordiamo che un anno luce equivale alla lunghezza del tragitto percorso in un anno da un raggio luminoso, circa 9460 miliardi di chilometri.

Poco più in basso (per essere rigorosi bisognerebbe dire “verso sud”) rispetto al cacciatore Orione troviamo i suoi due fedeli cani: la splendida Sirio del Cane Maggiore, e Procione del Cane Minore; più ad est troviamo i Gemelli.

All’interno della costellazione del Cancro è visibile una macchiolina sfumata: si tratta di un ammasso aperto di stelle, M44, un insieme di un migliaio di stelle, soprannominato già da Plinio il Vecchio Presepe (in latino mangiatoia), presso cui stazionano i due asinelli (rappresentati dalle due stelle gamma e delta).

Nei paesi anglosassoni invece soprannominato “beehive cluster”, ossia “Ammasso dell’Alveare”.

A cura di  Paolo Recaldini