Differenza di diametro apparente della Luna piena al perigeo (28 settembre 2015) e all’apogeo (21 aprile 2016) Credit & Copyright: Bartosz Wojczyński http://i.imgur.com/mLF73KY.jpg

In ottemperanza dei provvedimenti governativi, le visite guidate in Osservatorio Astronomico e gli spettacoli in Planetario sono sospesi fino a data da destinarsi.

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Come sempre, nella nostra descrizione mettiamo l’accento soprattutto sugli oggetti apprezzabili ad occhio nudo anche dal cielo della città, dando meno importanza a quello che è possibile osservare soltanto attraverso un telescopio o con uno strumento ottico. Ma se avete un binocolo o un cannocchiale a disposizione, nulla vi vieta di utilizzarlo per apprezzare ancora di più la visione dei fenomeni che ora andiamo a descrivere!

Le fasi della Luna e… la Superluna. Ultimo quarto il 4 aprile, Luna nuova il 12, Primo quarto il 20 e Luna piena, anzi, la Superluna, il 27. 

Che cos’è la Superluna? Il nostro satellite ruota attorno alla Terra descrivendo un’orbita ellittica che lo porta a una distanza variabile tra 356.355 km circa (quando la Luna è al perigeo, in posizione più vicina) e 404.042 km (quando è all’apogeo, più lontana da noi). Semplicemente, la Superluna è la Luna piena che avviene in prossimità del perigeo, evento che accadrà il 27 aprile, alle 17.22 dei nostri orologi, a una distanza Terra-Luna di 364˙000 km circa. La fase di Luna piena avviene circa dodici ore prima, alle ore 5.33, e consigliamo di osservare la Luna nella stessa data, a partire dalle 23.00, ancora meglio nelle ore successive alla mezzanotte in modo che la Luna raggiunga una buona elevazione sull’orizzonte (nel nord Italia a mezzanotte sarà a una ventina di gradi di altezza).

 

Per saperne di più sul fenomeno della Superluna vedi la pagina di Mr Eclipse, all’anagrafe Fred Espenak (esperto della NASA noto per i suoi lavori sulla predizione delle eclissi)

E ora vediamo quali sono gli interessanti avvicinamenti della Luna ai pianeti, chiamati in gergo tecnico congiunzioni

Congiunzione Marte-Luna. Nella serata del 17 aprile Marte e la Luna saranno prospetticamente vicini: il pianeta rosso passerà a circa 3 gradi dal nostro satellite che si troverà nella fase di Primo quarto. Il fenomeno sarà già apprezzabile a partire dalle 21.30, quando il cielo comincia a scurire.

Un trio nel Capricorno. Per gli osservatori… mattinieri segnaliamo che nelle luci dell’aurora del 7 aprile (dalle 6 alle 6.30 circa) sarà visibile, verso sud est, una bella formazione triangolare composta da Luna, Giove e Saturno, tutti e tre all’interno di questa debole, ma interessante costellazione zodiacale.  

Marte dalle corna del Toro ai Gemelli. Riconoscibile per il suo colore decisamente rossastro, sebbene non molto luminoso sarà visibile a occhio nudo, Marte si vedrà per tutto il mese all’interno dei confini della costellazione del Toro, per poi passare a fine mese in quella dei Gemelli.  

Le Liridi. In seconda serata sorge la Lira, costellazione nella quale è situato il punto da cui appaiono diramarsi le stelle cadenti chiamate per questo Liridi, visibili in maggior numero dal 21 al 23 aprile

La spiegazione di questo fatto risiede nel fatto che la Terra incrocia ogni anno in quei giorni le particelle lasciate dalla cometa C/1861 G1 Thatcher lungo la propria orbita. I granelli di questa polvere cometaria, entrando in atmosfera a grande velocità, producono le scie luminose che chiamiamo stelle cadenti (termine popolare) o meteore. La Luna, in fase piena il 27, disturberà con il suo chiarore anche se in condizioni di cielo limpido e buio; dopo la mezzanotte in media sono osservabili circa 20 meteore all’ora, ma quest’anno solo le più brillanti potranno essere scorte.

Di Till Credner – Opera propria, http://www.AlltheSky.com, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9294470

Costellazioni che ci lasciano, costellazioni che ritornano. Aprile segna la fine della visibilità di una delle costellazioni più conosciute ed apprezzate, Orione, che scorgiamo verso ovest, sera dopo sera in lento declino verso l’orizzonte.

Nel cielo primaverile la nostra attenzione è attratta dall’inconfondibile sagoma del Leone, una delle poche costellazioni che rappresentano in modo realistico ciò di cui portano il nome. Il “falcetto del Leone” è quel caratteristico asterismo (disegno di stelle) a forma di punto interrogativo alla rovescia che rappresenta la criniera e il petto; il … punto è la stella Regolo (in latino “il piccolo re”), la più brillante di questa costellazione. 

In realtà Regolo, come Castore nei Gemelli di cui abbiamo parlato la volta scorsa, è un sistema multiplo, costituito da una stella di tipo B7 molto calda (circa 13˙000 gradi), che, per via dell’elevato moto di rotazione, presenta una curiosa forma appiattita. È intrinsecamente 360 volte più luminosa del Sole e ha come compagna una piccola e debole stella (pare confermato che si tratti di una nana bianca) che le orbita molto vicino, risultando perciò invisibile da Terra. Entrambe si trovano alla distanza di 79 anni luce (un anno luce = 9˙460 miliardi di km). 

Vicino a Regolo sono state scoperte altre due stelle, di cui una è doppia, quindi, se fossero legate gravitazionalmente a Regolo, il suo sistema sarebbe composto in totale da almeno cinque stelle: ma, finora, nessuna di queste ha mostrato un apprezzabile moto orbitale. 

Più ad est, quasi a contrastare il colore azzurro di Regolo, brilla la gigante arancione Arturo, mentre a nord culmina l’Orsa Maggiore, che contiene al suo interno l’asterismo del Grande Carro.

A cura di  Paolo Recaldini