L’ammasso stellare aperto M37 (http://www.astroimages.de/gallery/M37.html)

Ricordiamo che potete prenotare una visita guidata all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta approfittando di una delle aperture speciali per il nuovo anno, dal 2 al 5 gennaio 2020 e, nel resto del mese, al sabato sera, giorno di apertura ordinaria al pubblico, nei seguenti orari: alle ore 15.00, per la visita diurna, (durata: 1 ora), e alle ore 21.30, per la visita notturna, con l’osservazione del cielo a occhio nudo e con i telescopi della Terrazza Didattica (durata: 1 ora e mezza). 

In caso di maltempo che impedisca l’osservazione del cielo, la visita guidata notturna è confermata e proporrà uno speciale tour della struttura, con approfondimenti sulle ultime novità della ricerca scientifica in corso nel nostro istituto e non solo.​

Urano, il pianeta verde chiaro. In prima serata possiamo ammirare al telescopio Urano, attualmente nella costellazione dell’Ariete. Al telescopio si nota la tinta verde chiaro della sua atmosfera gassosa composta principalmente da idrogeno, elio, acqua, ammoniaca e metano congelati.

Orione alto verso sud. In queste sere invernali, attorno alle 21:30, possiamo ammirare verso sud ovest l’inconfondibile sagoma della costellazione di Orione, con due stelle situate in posizione opposta: in alto Betelgeuse, tradizionalmente la spalla destra di questo cacciatore o gigante (anche se l’espressione araba originale potrebbe riferirsi all’ascella), e in basso Rigel (il ginocchio o, sempre etimologicamente, la gamba sinistra). Dal punto di vista astrofisico sono rispettivamente una supergigante rossa e una gigante blu situate rispettivamente a 640 e a 860 anni luce da noi. Betelgeuse, un’enorme stella con un diametro 1000 volte quello del Sole e una massa di circa 20 volte superiore, è ormai nelle fasi finali di evoluzione (esploderà come supernova); la seconda è una giovane stella che tra alcuni milioni di anni potrebbe seguire lo stesso destino di Betelgeuse. Recentemente, la stella ha mostrato un affievolimento record, risultando di luminosità inferiore ad Aldebaran (la stella  alfa del Toro). Ricordiamo che un anno luce è  la lunghezza del tragitto percorso in un anno da un raggio luminoso, e vale circa 9460 miliardi di chilometri.

La Via Lattea e l’Esagono Invernale. Tra le costellazioni dell’inverno si snoda la Via Lattea, che è meglio visibile a partire dallo zenit (il punto al di sopra delle nostre teste) nell’Auriga, e, verso nord ovest, fino a Cassiopea e la Lucertola. L’Esagono Invernale è il sestetto di stelle composto da Capella, Aldebaran, Rigel, Sirio, Procione e Castore: un asterismo che possiamo prendere a riferimento per riconoscere le costellazioni invernali a cui queste stelle appartengono.

Gemelli diversi. La costellazione dei Gemelli è un grande rettangolo a nord est di Orione facile da individuare. Le due stelle principali portano i nomi di Castore e di Polluce, i due Dioscuri figli del re Tindaro e della regina Leda. Gemelli per modo di dire, in quanto Castore è azzurra e Polluce decisamente arancione. Anche il divario di luminosità è evidente: Polluce è più luminosa di Castore, un fatto facilmente verificabile a occhio nudo.

Polvere di stelle nell’Auriga. Alto nel cielo, in direzione sud-ovest, si nota un gruppo di stelle a forma di pentagono irregolare: è l’Auriga, il Cocchiero, che ospita  l’anticentro galattico, la direzione opposta al nucleo della nostra Galassia: non è un caso che in questa zona del cielo  la Via Lattea appaia appena percettibile.

La stella più brillante dell’Auriga, Capella (che rappresentava per i greci la capretta Amaltea che allattò Giove infante) risplende con il suo bel colore giallo. A occhio nudo e con gli strumenti dell’Osservatorio Astronomico vediamo una stella singola, ma in realtà Capella è una stella multipla, con le sue componenti, almeno quattro, reciprocamente legate dalla gravità.

All’interno dell’Auriga con il telescopio si può osservare M37, un ammasso aperto di circa 500 stelle, distante da noi 4000 anni luce, che appare come un insieme di stelle molto fitto, da cui il soprannome che gli abbiamo dato: “polvere di stelle”.

Ci sono anche alcune stelle di colore rosso, di età più avanzata delle loro “consorelle”, che permettono di stimare l’età dell’ammasso in 300-330 milioni di anni.