La nebulosa NGC7009 soprannominata “Saturno”. Immagine di Cristina, Fiorenzo e Devis Mazzotti

 

A ottobre l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e, novità, anche il Planetario di Lignan, aprono alle visite guidate su prenotazione nei seguenti giorni e orari:

  • il venerdì al Planetario alle 18.00 con lo spettacolo e in Osservatorio Astronomico alle 21.30 con la visita notturna
  • il sabato in Osservatorio Astronomico alle 14.30 con la visita guidata diurna e alle 21.30 con la visita guidata notturna, al Planetario con gli spettacoli alle 16.00 e alle 18.00

Per ogni altro approfondimento su spettacoli e visite guidate, così come per operare la necessaria prenotazione, potete consultare il nostro sito web a questa pagina.

Ecco che cosa ci riserva il cielo di questo mese.

Marte in opposizione. il 13 ottobre Marte sarà in opposizione: in pratica, visto dalla Terra, si troverà in direzione diametralmente opposta al Sole, raggiungendo qualche giorno dopo la distanza di circa 63 milioni di km. Tale distanza ci fa ritenere questa opposizione molto favorevole: per poter rivedere Marte così vicino, infatti, occorrerà attendere almeno fino al 2035…    

Nelle serate dal 13 al 15 ottobre, in occasione dell’ottava edizione del festival scientifico nazionale Settimana del Pianeta Terra, si terranno le speciali visite guidate notturne dedicate al pianeta rosso, su prenotazione (clicca qui per saperne di più).

Giove e Saturno ci tengono ancora compagnia. i due pianeti più grandi del Sistema Solare sono ancora osservabili, all’inizio delle nostre serate osservative, verso Sud Ovest: grazie alle immagini proiettate in diretta dal nostro telescopio potremo ammirare le caratteristiche dell’atmosfera di Giove e i suoi satelliti, mentre per quanto riguarda Saturno godremo della vista dei suoi meravigliosi anelli e potremo scorgere Titano, la sua luna più brillante.

Urano visibile per tutta la notte. Il pianeta scoperto da William Herschel quasi 240 anni fa è in opposizione al Sole il 28 ottobre, e quindi osservabile per tutta la notte nella costellazione dell’Ariete. Negli strumenti dell’Osservatorio Astronomico si vede come un piccolo dischetto dal caratteristico colore verde chiaro. Le sue minute dimensioni apparenti, nonostante il suo diametro sia superiore a 50.000 km (4 volte la Terra!) sono giustificate dalla distanza di quasi 3 miliardi di km da noi

Le Orionidi, le stelle cadenti d’autunno. Segnaliamo che le Orionidi, uno sciame di meteore che raggiunge una media di 20 oggetti all’ora, avranno il picco di attività il 21 ottobre. La Luna, in fase crescente, non ostacolerà la visibilità delle meteore più deboli dato che le meteore si vedranno nelle ultime ore della notte.

La costellazione del mese: l’Acquario. Questa costellazione, la cui forma ricorda quella di una grande brocca di acqua versata da un essere umano, nella mitologia greca rappresenta Ganimede, il Coppiere degli Dei. Presso l’antica India era invece associata all’arrivo dei monsoni.

All’interno di questa costellazione segnaliamo la stella multipla Zeta Aquarii, formata da due componenti (A e B) di massa molto simile a quella solare, ma che rispetto al Sole si trovano a uno stadio evolutivo più avanzato (dato che sono molto più brillanti). A e B orbitano una attorno all’altra in circa 540 anni; la prima a sua volta è una stella doppia.

Segnaliamo infine che anche Nettuno si trova in questa costellazione, e appare al telescopio come un dischetto molto piccolo, ma dal colore molto acceso.

L’occhio brillante del Pesce Australe. A sud, verso l’inizio della nostra serata osservativa (alle 21.30) vediamo Fomalhaut, la stella più brillante del Pesce Australe, individuabile prolungando verso il basso il lato minore occidentale del Grande Quadrato al centro della costellazione di Pegaso (mi sono sempre chiesto perché si chiami Quadrato, dato che è piuttosto un Rettangolo).

E, per finire due oggetti del cielo profondo: una nebulosa planetaria e un ammasso globulare.

La nebulosa “Saturno” (NGC 7009). Una delle nebulose planetarie più luminose, il cui nome deriva dal fatto che, osservandola visualmente al telescopio, la sua forma ricorda quella, allungata, del pianeta Saturno (vedi l’immagine qui sopra). La sua distanza non è conosciuta con precisione, ma si stima sia attorno ai 2-3.000 anni luce. La sua forma bilobata è percepibile visualmente solo con grandi telescopi oppure in fotografia (vedi l’immagine qui sopra).

M2,  ammasso globulare.  Si tratta di uno degli ammassi globulari più cospicui visibili nell’emisfero nord, ed è distante da noi circa 38.000 anni luce. E’ sempre uno spettacolo emozionante vedere al telescopio un’enorme quantità di stelle racchiuse nello spazio relativamente compatto di 180 anni luce: M2 ne contiene almeno 150.000!

A cura di Paolo Recaldini